Ieri a Roma pioveva. Nella passeggiata in un parco che frequento spesso, ho parlato con alcune persone che si lamentavano della pioggia, di questo tempo che rende nervosi, soprattutto della dannosissima umidità. Questi discorsi mi hanno fatto riflettere, pensavo: però questo tempo non ne indovina una, non riesce proprio ad accontentare nessuno. Poi ho visto un merlo che stava facendo il bagno in una pozzanghera; si tuffava e si rituffava e ad ogni tuffo pareva che prendesse nuovo vigore mentre la pioggia scendeva a dirotto. Poi è volato via, prima di andarsene mi ha guardato, ho letto nei suoi occhi che benediceva la pioggia che gli aveva permesso di fare un bagno così corroborante. Anche il merlo mi ha fatto riflettere: pensavo a quel piccolo essere capace di vivere solo con quello che la natura gli offre, senza bisogno di usufruire delle scoperte della scienza, e che, alla fine della giornata, come tutte le sere, canta il suo inno alla vita.


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